CHI SIAMO



“Il vino aggiunge un sorriso all’amicizia
e una scintilla all’amore”
 Edmondo De Amicis

Tenuta Fornace è il risultato del sogno di Andrea Rossi e della sua famiglia, che già agli inizi del 1800 coltivava uva in Oltrepo’ Pavese, dove la coltivazione della vite ha origine millenaria. Il progetto è di cercare di poter coltivare ogni vitigno nel luogo ad esso più vocato. 

Tenuta Fornace oggi conta una superficie di circa 40 ettari che coltiviamo con passione nel pieno rispetto degli equilibri della natura. I vigneti si trovano in diverse aree viticole dell’Oltrepò Pavese e in passato fino al 2024 anche in Piemonte . Abbiamo scelto di condurre i nostri vigneti riducendo al minimo gli interventi e seguendo quelle che oggi sono le regole dettate dal disciplinare dell’agricoltura biologica e biodinamica .

ROVESCALA

La cantina di vinificazione si trova a Rovescala nell’estrema parte orientale dell’Oltrepò Pavese al confine con l’Emilia Romagna, in una terrazza panoramica naturale che si affaccia sui vigneti. Gli interni sono perfettamente isolati dall’esterno mantenendo la temperatura e l’umidità costanti tutto l’anno. Ci piace pensare che tutti i vini che produciamo raccontano una storia. La storia della terra dove crescono le uve, quella delle persone che ci aiutano a curare i nostri vigneti e di chi pazientemente vigila i mosti durante la fermentazione e i vini nei lunghi affinamenti.

Queste terre hanno una lunga tradizione vitivinicola. Una pergamena datata 11 marzo 1192 dell’allora reggente del territorio, il Conte Anselmo di Rovescala, riporta l’impegno del Conte a consegnare nei 3 anni successivi, 600 congi (circa 20 ettolitri) di vino della qualità migliore delle sue vigne per saldare i debiti accumulati per la costruzione del castello anziché in denaro in vino. Da ancor prima di allora la viticoltura a Rovescala non si è mai interrotta.

Viviamo in equilibrio con tutto ciò che ci circonda, in un ecosistema che deve essere protetto. Ho preso le redini aziendali anni orsono, quando ancora la tenuta contava pochi ettari di vigna, con un progetto ben preciso: allevare vigneti sani in modo sostenibile e fare vino di qualità e costantemente vivo nel tempo. Con la consapevolezza di essere accompagnatore e non artefice della trasmutazione dell’uva in vino ho notato dopo tante vendemmie che rispettando gli equilibri naturali otteniamo la migliore espressione della nostra Madre Terra. 

Dentro ad ogni bottiglia troverete i sapori della nostra terra, un po’ della storia di ognuno di noi, che ha camminato lungo i filari, raccolto le uve e sorvegliato la cantina affinché voi poteste apprezzare il sapore autentico delle nostre tradizioni e del territorio che ci circonda. 

BREVI CENNI STORICI

Da più generazioni la famiglia Rossi coltivava vignetti in Oltrepò Pavese in località Pieve di Rovescala ,un piccolo paesino dove ancor oggi risiede ed anche ha sede la cantina di vinificazione e affinamento. Dalla prima metà del XIX secolo sino al 1920 le uve venivano quasi totalmente vendute e solo una piccola parte veniva vinificata un pò per autoconsumo e un pò venduta a consumatori privati con i quali spesso si barattava il vino e l’uva con altri prodotti agricoli come riso ,farine ecc… Solo nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale il nonno Beniamino iniziò a vinificare una percentuale maggiore di uve e ad imbottigliare le primissime bottiglie di vino mentre il resto iniziò a venderlo in damigiane . Negli anni cinquanta il papà Mario e lo zio Pietro iniziarono ad imbottigliare le bottiglie con le loro nuove etichette e a venderle anche alle prime osterie . Nel 1980 il papà Mario inizio a costruire la prima parte dell’attuale sede della cantina continuando a coltivare i suoi 2,5 ettari di vigna e negli anni successivi anche io e mio fratello Fabrizio participammo ai lavori di cantina e di campagna . Nel 1987 per motivi di salute mio padre delegò tutte le lavorazioni di campagna e di cantina a me e a mio fratello e noi iniziamo a riacquistare anche i 2,5 ettari di vigneto dello zio Pietro e altri vigneti confinanti . Nell’anno 2000 finimmo la sede aziendale e tra il 2000 e il 2010 l’azienda ebbe la sua massima espansione accorpando altri vigneti anche in altre colline e portando avanti un progetto di zonazione con vitigni autoctoni diversi sul terroir differenti. Dal 2005 cominciammo anche ad esportare le prime bottiglie in altre nazioni . Nell 2010 io e mio fratello decidemmo di prendere due percorsi diversi e da quel momento io decisi di fare la certificazione biologica dei terreni che furono assegnati a me e di consequenza dei vini finali anche se già da diversi anni pur non essendo certificato il sistema di agricoltura era il medesimo . In quegli anni cominciai ad avvicinarmi anche al mondo della biodinamica e a frequentare il primo corso di specializzazione in agricoltura biodinamica . Da quel momento l’obiettivo è stato anche quello di fare di più rispetto all’agricoltura biologica e cioè di seguire anche un tipo di agricoltura rigenerativa che potesse preservare e aumentare la fertilità dei suoli nei vigneti per poi ottenere uve sempre più sane e vini sempre più equilibrati e autentici . Anche in cantina la decisione fù di non filtrare e di non chiarificare nè i mosti nè i vini ,di fermentarli con i loro lieviti indigeni e di ridure al minimo o addirittura azzerare il livello dei solfiti. Tutto ciò per poter arrivare anno dopo anno alla migliore espresione dei nostri terroir e delle nostre varietà autoctone . Nel 2022 siamo entrati a far parte della famiglia TRIPLEA e a novembre 2022 abbiamo iniziato un interessante progetto di vini cru solo da vigne antiche in collaborazione con il progetto Avanguardia di TripleA. Ora, come sempre, continuiamo a sperimentare nuovi stili e tempi di vinificazione e affinamento sempre per diverse varità cercando di trovare per ognuna di esse l’espresione più interesante e coinvolgente .